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diritto-previdenziale · Intermedia

Contributi previdenziali omessi: come tutelarsi

Il tuo datore non ha versato i contributi? Non è un danno irrecuperabile

L'omissione contributiva da parte del datore è un reato e un danno per il lavoratore. Ma la legge prevede strumenti per recuperare quanto non versato. Questa checklist li attiva.

Tempo stimato: 1 oracontributiINPSomissionedatorepensione
  1. Richiedi il tuo estratto contributivo all'INPS su MyINPS e confrontalo con i periodi lavorativi documentati nelle tue buste paga
  2. Identifica i periodi mancanti: quali anni/mesi non risultano coperti da contributi pur avendo lavorato
  3. Raccogli le buste paga di quei periodi: dimostrano il rapporto di lavoro e l'obbligo contributivo del datore
    In assenza di buste paga: contratti, comunicazioni di assunzione, testimonianze, estratti conto bancari
  4. Segnala l'omissione contributiva all'Ispettorato Nazionale del Lavoro per via telematica o allo sportello
    L'Ispettorato può obbligare il datore al versamento con sanzioni
  5. Presenta denuncia all'INPS per accertamento d'ufficio dei contributi evasi: l'Ente ha poteri di indagine autonomi
  6. Considera la denuncia penale ex art. 2 D.Lgs. 463/1983: l'omissione contributiva superiore a 10.000 euro è reato penale
  7. Anche se il datore è fallito: l'INPS può intervenire con la copertura figurativa in determinati casi — consulta il patronato
    Il Fondo di garanzia INPS copre il TFR ma non sempre i contributi
  8. In sede giudiziaria: richiedi il risarcimento del danno pensionistico futuro derivante dall'omissione, quantificato da un attuario
Checklist autonoma di orientamento operativo. Non sostituisce la valutazione di un professionista sul caso concreto.